Brescia, Fabio Paris Art Gallery - Jon Rafman

Jon Rafman

 

Brescia
Fabio Paris Art Gallery
Jon Rafman
Brand New Paint Job
30 aprile - 10 giugno 2011

www.fabioparisartgallery.com

 

(POSTINTERFACE) – Fabio Paris Art Gallery presenta Brand New Paint Job, la prima personale italiana dell'artista canadese Jon Rafman (Montreal 1981), a cura di Domenico Quaranta.
Brand New Paint Job è un progetto in corso che può essere seguito attraverso un sito dedicato, brandnewpaintjob.com. Lì, Rafman accumula un flusso continuo di immagini realizzate convertendo dipinti modernisti in texture e mappandole su diversi tipi di modelli 3D: stanze da letto e soggiorni, bar, pezzi d'arredamento, corpi umani, sculture classiche e astratte, automobili, aerei, personaggi dei fumetti e del cinema, piante, animali e così via. L'artista non crea nemmeno i modelli 3D, che sono presi da Google 3D Warehouse, la galleria online in cui gli utenti di Google Sketchup – un programma gratuito di modellazione 3D – possono caricare e condividere i modelli che hanno disegnato.
E tuttavia, il progetto non è solo un tentativo di mettere insieme arte alta e design amatoriale, entrambi liberamente disponibili in rete; né uno sberleffo gratuito alla tradizione dell'arte moderna, o un'affermazione postmoderna sull'impossibilità di creare qualcosa di nuovo. Al contrario, come ha detto l'artista, «c'è una conversazione in corso tra la superficie e la struttura sottostante»: una conversazione che può essere vista in azione nei lavori in mostra, da Rousseau Hotel Room, in cui i dipinti esotici del Doganiere decorano lussuosamente una comoda stanza d'albergo, a Schwitters Alley, in cui il collage modernista sembra dichiarare le sue radici nell'utopia socialista.
Una ramificazione dello stesso progetto, BNPJ.exe (2011, in collaborazione con Tabor Robak) è un ambiente virtuale navigabile, un intero mondo rivestito di dipinti. Il dripping di Pollock dà il meglio di sé su un deserto, l'astrazione geometrica rende un ufficio ancora più funzionale, e il blu di Yves Klein rende un labirinto ancora più metafisico.
Nella nuova serie New Age Demanded (2011) questa pratica è usata in maniera più occasionale e funzionale. Ispirata da un poema di Ezra Pound, la serie ospita un misterioso totem senza occhi e senza bocca, a metà strada tra un busto classico deformato e un personaggio da fantascienza. Ogni pezzo è un viaggio nel tempo, tra passato e futuro, alto e basso, storia e narrazione.

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Fabio Paris Art Gallery presents Brand New Paint Job, the first solo show by the Canadian artist Jon Rafman (Montreal 1981) in Italy, curated by Domenico Quaranta.
Brand New Paint Job is an on-going project that can be followed through a dedicated website brandnewpaintjob.com. There, Rafman posts an endless flux of images made by turning Modernist paintings into textures, and mapping them onto different varieties of 3D models: bedrooms, living rooms, coffee shops, furniture, humans, abstract and classical sculptures, cars, aircrafts, comics and film characters, plants, animals, and so on and so forth. The artist is not even creating the 3D models, which are appropriated from Google 3D Warehouse, an online gallery where users of Google Sketchup – a free tool for 3D modeling – can upload and share the models they created.
Yet, the project is not only an attempt to bring together high art and amateur design, both available for free on the Internet; nor a gratuitous jeer to the tradition of modern art, or a Postmodern statement about the impossibility to create something new. On the contrary, as the artist said, «a conversation is going on between the surface and the underlying structure»: a conversation that can be seen in action in the works on show, from Rousseau Hotel Room, where Le Douanier's exotic paintings become a luxurious décor for a comfortable hotel room, to Schwitters Alley, where modernist collage seems to declare its roots in the socialist utopia.
An offspring of the same project, BNPJ.exe (2011, in collaboration with Tabor Robak) is a navigable virtual environment, a whole world wrapped up with paintings. Pollock's drippings do well on deserts, hard hedge abstraction makes office rooms even more functional, and Yves Klein's blue makes a labyrinth more metaphysical.
In the new series New Age Demanded (2011) the practice is used more occasionally and functionally. Inspired by an Ezra Pound poem, the series features a mysterious totem with no eyes and no mouth, something in between a deformed classic bust and a sci-fi character. Any single piece is a travel in time, between past and future, high and low, history and fiction.

 


 
 
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