Marcin Ramocki. Udine, Spazio Ultra


Marcin Ramocki


Udine
Spazio Ultra

Marcin Ramocki
</BODY>
a cura di Chiara Moro
17 novembre 2012 – 26 gennaio 2013

www.spazioultra.org


Nella sua prima mostra personale a Udine, Marcin Ramocki presenta un nuovo progetto incentrato sul concetto di corpo, in particolare del corpo umano e della sua re-definizione. </BODY> , titolo della mostra e del suo ultimo lavoro video, è il tag che definisce la fine di tutti i contenuti della pagina web. Fine effettiva del corpo del documento, ma sostanzialmente, inizio di una esplorazione poetica di cui il corpo necessita. Che cosa, quindi, è il "corpo" nell'universo della pura simulazione? Come si sente e percepisce? Ha ancora dei rimandi al corpo del 1993, quando appariva il primo browser pensato per il web? La ricerca di Marcin Ramocki cerca delle risposte, non definitive, a questi quesiti attraversando linearmente l'intera mostra.
Il video intitolato “</BODY>”, ci porta attraverso la costruzione e de-costruzione delle lettere che compongono la parola “body” stessa, in una drammatica atmosfera di fine ed inizio che si ripete all'infinito. L'installazione intitolata “Jewelry for Network Administrators”, collaborazione con l'artista e designer Sakurako Shimizu, è la concretizzazione in sculture d'argento del tentativo di riversare la tecnologica legata ai computer nell'ambito del fisico, tattile, fashion, appunto dell'oggetto gioiello. L'esposizione di una selezione di dieci GIF animate, selezionate, fra quelle postate sul sito spiritsurfers.net, riflettono sulla trasposizione tecnologica delle sensazioni del corpo e saranno visibili utilizzando vecchi modelli di computer Apple provenienti dalla collezione di Roberto Russo.

Marcin Ramocky è nato a Cracovia, in Polonia, attualmente vive e lavora a Williamsburg (Brooklyn, NY) ed è docente di Digital Media alla New Jersey City University. Ha iniziato le sue sperimentazioni mediali e digitali nel 1996, sviluppando la sua ricerca attraverso installazioni digitali, progetti online fino ad arrivare a video documentari di media lunghezza. Ha esposto le sue installazioni interattive e presentato i suoi documentari e opere video in vari musei e centri di ricerca: Rhizome/New Museum, Hirshorn Museum, Wexner Center, ACMI Melbourne, La Societe des Arts Technologiques Montreal, White Box Gallery, Foxy Productions, Anthology Film Archives, Jamaica Center for The Arts, Artmoving Projects, MOMA di New York. È maggiormente conosciuto per i suoi progetti documentario intitolati “8 BIT”(2006) e “Brooklyn DIY”(2009).


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