Venezia, A plus A, Robotica. Tra arte e tecnologia

Robotica. Tra arte e tecnologia

 

 

Venezia
A plus A, Centro Espositivo Sloveno
Robotica. Tra arte e tecnologia
11 maggio -3 giugno 2012

www.aplusa.it

 

La mostra presenta lavori di artisti che dalla seconda metà degli anni ‘90 hanno incluso i robot come tema, concetto o tecnologia nelle loro opere, affidandosi a differenti pratiche e tradizioni artistiche quali i new media, l’arte digitale e cibernetica e le installazioni spaziali.
Questa ricerca legata all’applicazione della tecnologia all’arte contemporanea rappresenta uno degli aspetti più interessanti e all’avanguardia della scena culturale slovena degli ultimi vent’anni e ha reso la nazione un modello per tutta l’Europa. Proprio a Lubiana infatti sono nati laboratori come Ljudmila, dove personaggi del calibro di Vuk Čosić hanno fondato il movimento della Net-art.
Il termine robot deriva dal termine ceco robota, che significa "lavoro pesante" o "lavoro forzato". L’invenzione del termine è da attribuirsi al pittore ceco Josef Čapek, mentre la sua introduzione e diffusione in letteratura si deve al fratello Karel Čapek, il quale lo utilizzò per la prima volta nel 1920 all’interno del suo dramma teatrale “I robot universali di Rossum”, prefigurante la fine dell’umanità per mano di androidi organici, ribellatisi ai loro stessi creatori dopo che questi, liberi dalla schiavitù dello sforzo fisico, erano sprofondati nell’indolenza e nel vizio. Da queste prime entità umanoidi si è poi passati all’accezione odierna secondo cui il robot è una qualsiasi macchina in grado di svolgere, più o meno indipendentemente, un lavoro al posto dell’uomo.
Basandosi quindi sugli attuali aspetti caratterizzanti i robot, i criteri di selezione delle opere che hanno portato alla nascita della mostra sono stati l’interattività col fruitore, il comportamento autonomo dell’oggetto, la sua entità cibernetica e il controllo a distanza.
La mostra analizza quindi ambiti quali la robotica, l’informatica e il multimedia e si pone come punto di arrivo di un percorso, durato quasi vent’anni, atto a documentare i lavori di numerosi artisti sloveni come Srečo Dragan, Dušan Bučar, Luka Drinovec, Borut Savski, Stefan Doepner, Boštjan Kavčič, e iniziato con il Festival Internazionale di Computer Art di Maribor, curato da Jože Slaček nel 1994.
"Robotica" d’altra parte non si configura come una semplice sintesi di quelli che sono gli ultimi sviluppi dell’arte robotica, ma mira anche a mettere in discussione il concetto stesso di museo e le tradizionali metodologie espositive a esso collegate, sollevando questioni circa quali siano le modalità e le infrastrutture più adeguate alla preservazione e alla manutenzione dell’arte cibernetica e digitale che nel contempo non ne compromettano la natura interattiva. Problemi che acquisiscono rilevanza ancora maggiore se si considera che molti dei primi lavori presentati al Festival di Maribor non sono più funzionanti proprio a causa dell’inadeguatezza delle sedi espositive.

Espongono: Srečo Dragan, Stefan Doepner, Luka Drinovec, Luka Frelih, Sanela Jahić, Zoran Srdić Janežič, Boštjan Kavčič, Nika Oblak & Primož Novak, Borut Savski, Sašo Sedlaček, Maja Smrekar, son:DA, Robertina Šebjanič, Igor Štromajer in Branko Zupan

 


 
 
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