Brescia, Fabio Paris Art Gallery - Carloalberto Treccani

Carloalberto Treccani 

 

Brescia
Fabio Paris Art Gallery
Carloalberto Treccani
In Google We Trust
 
march 5th - april 22nd, 2011

www.fabioparisartgallery.com

 

(POSTINTERFACE) - Fabio Paris Art Gallery presenta In Google We Trust, la prima personale dell'artista italiano Carloalberto Treccani (Brescia 1984), a cura di Domenico Quaranta. La mostra raccoglie gli esiti recenti di due progetti distinti, ma accomunati da un'analoga riflessione su come i mezzi di comunicazione stiano cambiando in maniera irreversibile la nostra percezione del territorio e della sua rappresentazione simbolica.
La “democratizzazione” della visione satellitare, fino a pochi anni fa privilegio di enti e autorità politiche, attraverso servizi come Google Earth, non ha solo normalizzato la rappresentazione simbolica – sovrapponendo perfettamente mappa e territorio – e tolto al nostro pianeta ogni aura di mistero; ha anche offerto a chiunque un punto di vista nuovo sul mondo e sulla realtà. Il ciclo “Alfabeto per l'edilizia” (2006 – in corso), rappresentato in mostra da tre lavori, raccoglie i frutti di una paziente esplorazione di Google Earth alla ricerca di edifici che, osservati dal satellite, rivelino analogie con le lettere dell'alfabeto. Questa pratica, ormai condivisa da un ampio numero di persone, serve a Treccani per mettere a punto un linguaggio poi utilizzato per comporre frasi che sono, di volta in volta, delle ambigue allusioni al proprio lavoro di esplorazione, scoperta e di composizione (come In Google We Trust, 2010 o Inaspettatamente. Omaggio a Boetti, 2010) o delle tautologiche descrizioni dello spazio reale in cui questo spazio simbolico si ricompone (come Travel Around the World in 324 Centimeters, 2011).
Questo interesse per la cartografia ritorna nel ciclo “Google Map” (2011), in cui Carloalberto Treccani si serve dell'iconografia a cui Google e analoghi servizi di mappatura e geolocalizzazione ci hanno abituati per tracciare viaggi immaginari su mappe reali, terresti o celesti.
Ritorna, in questo lavoro, un tema caro all'artista, esplorato in forme diverse in tutto il suo lavoro: quello dello schermo come costante del vissuto contemporaneo, perno di una svolta antropologica che stiamo vivendo nel suo svolgersi. In questo caso, lo schermo diventa la metafora a cui si adatta ogni rappresentazione simbolica, compresa la millenaria pratica della cartografia; e il luogo in cui il viaggio non viene solo rappresentato o simulato, ma anche, in molti casi, realmente compiuto.
In questo modo, Treccani si riaggancia alla tradizione, esplorata da Luigi Ghirri nel suo Atlante (1973), della fotografia come rappresentazione di rappresentazioni e del viaggio come “scoperta dell'avvenuta scoperta”.

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(POSTINTERFACE) - Fabio Paris Art Gallery presents In Google We Trust, the first solo show by the Italian artist Carloalberto Treccani (Brescia 1984), curated by Domenico Quaranta. The show brings together the recent results of two separate projects, both however characterised by a reflection on how means of communication are irreversibly changing our perception of the earth and its symbolic representation.
Thanks to services like Google Earth, the “democratisation” of satellite vision, until recently the privilege of official bodies and political authorities, has not only normalised symbolic representation – perfectly superimposing map and territory – and stripped our planet of any aura of mystery, it has also offered us all a new perspective on the world and reality. The exhibition features three works from the series “Alfabeto per l'edilizia” (2006 – ongoing), which present the results of a time-consuming exploration using Google Earth to seek out buildings that, from a satellite’s eye view, resemble letters of the alphabet. Treccani uses this practice, now undertaken by a large number of people, to create a language that is deployed to compose phrases, forming ambiguous allusions to his work of exploration, discovery and composition  (such as In Google We Trust, 2010 or Inaspettatamente. Omaggio a Boetti, 2010), or tautological descriptions of the real space into which this symbolic space is recomposed (like Travel Around the World in 324 Centimeters, 2011).
Treccani’s interest in cartography returns in the series “Google Map” (2011), where he uses the iconography we are now accustomed to thanks to Google and similar mapping and geolocalization services to trace imaginary journeys on real land and sky maps.
This work features a theme close to the artist’s heart, something he explores in different ways in all of his work: that of the screen as a constant presence in our daily lives, the pivot of an anthropological turning point that is currently under way. In this case the screen becomes the metaphor that all symbolic representations now adapt to, including the time-honoured practice of cartography, and the setting where journeys are not only represented or simulated but also, in many cases, actually undertaken.
In this way, Treccani references the tradition, explored by Luigi Ghirri in his Atlante (1973), of photography as a representation of representations and travel as the “discovery of previous discovery”.


 
 
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