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A scuola online

 

La nuova frontiera dell’educazione sembra essere la scuola in Rete. Il New York Times ha scritto: "È il cambiamento più grande nella storia dell’educazione, dopo la stampa". Perché? Quali saranno le conseguenze di questo cambiamento?

 

 

di SANDRA RENZI


La nuova frontiera dell’educazione sembra essere la scuola in Rete. Negli Stati Uniti, dopo che i giganti dell’insegnamento Mit e Harvard hanno annunciato la creazione di edX, una piattaforma per offrire gratis corsi online, il New York Times ha scritto: "È il cambiamento più grande nella storia dell’educazione, dopo la stampa". Perché? Quali saranno le conseguenze di questo cambiamento?
Le domande aprono scenari di riflessione diversi, che vanno dalla possibilità di massiva diffusione della cultura, alla riconfigurazione del rapporto tra docente e allievo. Attraverso i tanti dispositivi connessi ad Internet e la disponibilità di contenuti di eccellenza in Rete, sicuramente anche gli studenti in condizioni socio economico disagiate potranno usufruire di insegnamenti qualificati e personalizzati in tutte le discipline. La tecnologia renderà inoltre possibile perfezionare l’insegnamento attraverso l’uso scientifico dei dati, che saranno ottenuti tracciando, monitorando e orientando bisogni e risultati di apprendimento.

Più problematico appare il fronte della relazione educativa, poiché scompare la figura del docente in aula, mentre ci sono migliaia di studenti ad apprendere. Con questo vengono meno gli alfabeti intimi e i codici dell’anima che nascono dall’incontro tra due esseri umani nella relazione poliedrica, affascinante e insieme inquietante che si pone al centro della trasmissione del sapere. Ora, nel crocevia tra la necessità di trasmissione massiva della cultura e il bisogno/desiderio della "lezione dei maestri" come direbbe Steiner, sarebbe riduttivo quanto inutile prendere l’una o l’altra strada. Più credibile appare la terza via. Quella della comprensione che siamo di fronte a qualcosa di più di una rivoluzione tecnologica. Le banche del sapere, l’ubiquità di Internet, il web globale hanno messo in atto trasformazioni di coscienza, di modalità percettive ed espressive, di sensibilità reciproche che dovremmo riconoscere, per evitare che “cattivi maestri” colgano l’attimo e pretendano di dare lezioni travestiti da guru, sciamani e guaritori.

 

 

 


 
 
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